venerdì 8 agosto 2008

I poveri servono sempre, i ricchi no


Oggi è schiarata male. Dalle parti mie si dice così quando la giornata non è delle migliori. Credo sia un'espressione abbastanza inflazionata. Molto spesso sento dire "è schiarata malamente" pure alle 10 di sera. A me, comunque, è schiarata male alle 4 del pomeriggio. No, aspettate. Non dovete storcere il naso. Lo conosco quel pizzo a ridere, quello che sembra dirti "eccolo, l'ennesimo sfogo di uno che non toglie mai occasione di mettersi con le spalle alla vita". Ci siamo capiti male. Quello che voglio raccontarvi è storia. Ho avuto un litigio. Anche se in questo frangente suona meglio il termine napoletano. "Mi sono appiccicato". Eh, sì m'aggio appiccicato con il 10 di denari. Adesso mi dovete spiegare una cosa. Vi sembra giusto che alla mia età, con una posizione da difendere (sono sempre una carta di alto valore, comunque un numero) mi debbo sentire mortificare da uno che tiene più oro lui addosso che la Madonna dei Ventaglieri? Io me ne stavo tranquillo, pancia all'aria. Lo zoccolo destro del cavallo leggermente piegato. E' il maledetto vizio di Don Ciro Zeno (che poi vi racconterò chi è). Afferra con pollice e indice il pizzo superiore sinistro della carta; lo stringe forte con le sue dita umide di sudore e gialle di nicotina. Quella tenaglia oscilla per interminabili secondi e poi molla la presa esplodendo in uno scatto degno di una spigola. Ero lì, pancia all'aria dopo la menata di Don Ciro quando lui, Achille Lauro, mi piomba addosso assieme a quell'ignavo dell'asso di spade. Gerozzo, il nipote di Don Ciro ovviamente, urla la parola magica: SCOPA!
Don Ciro, replica con la sua solita imprecazione. Una bestemmia da fare venire la depressione al demonio. "Stai semp mmiez, cu stu cavall, 'o turbant... ma nun o vvir ca sei ridicolo?". Ecco la frase che mi ha fatto salire la cima di scirocco. So ridicolo. Uno che si fa chiamare Achille Lauro, che nel giuoco del 7 e 1\2 si chiama Matta e che pare un ninnolo d'oro dice a me, aiutante sarracino della Maddalena che sono ridicolo?. E' l'opulenza, ho pensato. Oggi tutti dobbiamo avere anche quello che non ci possiamo permettere. Mo quello è un 10. Come lo è zio 10 di Bastoni, zio 10 di Coppe e babbuccio 10 di Spade. Ha lo stesso valore numerico. Tanto è vero che i bambini, anime ingenue si chiedono sempre: "Perché quello è più buono degli altri?". E la risposta è semplice. "Tene 'e denare guagliò".
Ma se non ci stavo io a terra, pancia all'aria con il pizzo piegato. Se Don Ciro non mi aveva menato lì, sul tavolino di plastica del bar Cristal, se non fossi esistito, io Nove di Spade senz'arte né parte... col cazzo che un 10 di Denari gli faceva fare la Scopa a Gerozzo.

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