
Mi piace assai viaggiare in auto. Forse è per via di quel movimento sussultorio che viene dal basso. Sì, perché parlammace chiaramente, a Napoli tra buche e vasoli è impossibile avere un'andatura rilassante. Di solito resto seduto nel vano portaoggetti, tra un pacchetto di Ms e gli spiccioli per la Tangenziale. Tengo pure la cintura, eh. Una molla gialla cotta dal sole che tanto tanto pare che si spezzi. Giovedì scorso ero in auto. La sensazione pare che la sento ancora. Certo la prima parte del viaggio me la sono intossicata. Tenevo 'nfacc chillo inestetico dell'Asso di Coppe. Mo capisco perché i ragazzini un po' in carne a Napoli vengono definiti "asso di coppe con le mani e i piedi". Comunque debbo ringraziare un fuosso largo quando il cratere del Vesuvio; il furgone su cui viaggiavo ha fatto un salto degno di Biason nei rally di Sardegna, il conducente ha jastemmato e l'Asso di Coppe è caduto. E' stato in quel momento che ho visto un altro mondo. Luci di strada, femmine felliniane (solo nelle forme) sui motorini, marocchini che puliscono i vetri. Poi un grosso vociare di persone. L'uomo che guidava il furgone (un moderno Mercedes Vanio con sedili di pelle e vetri oscurati) si ferma, apre la portiera e lascia entrare lui. Lo chiama Presidente. A prima vista mi ricorda il Tre di Bastoni. E' corto assai come lui ma non tiene i baffi. Pure i capelli che credo finti sembrano quelli della famiglia dei Bastoni. Sfoggia un color mogano ca mi pare un settimino. Il Presidente si siede, si rilassa. Sbottona il primo bottone della camicia sartoriale. "Andiamo a farci questa mangiuata", dice. Mi pare del Nord, così sembra dalla parlata. E' uno importante penso. E tene pure i denari, ripenso. E questo mi fa incazzare. Poi la rivelazione. La piccola mano si chiude a pugno e fa leva sul sedile. Solleva senza dare a vedere l'anca destra. Il volto cambia espressione, l'occhio destro si chiude come se strizzasse. Poi un suono cupo ma deciso. Il Presidente ha fatto nu pirito. Questo non lo penso, lo sento. Con le orecchie e con il naso. Lo sente pure il mio cavallo che quasi nitrisce. La mente mi si apre. Un poco anche il culo ed è in quel momento che mi sento uguale a lui, il Presidente. E dico: i Presidenti, gli uomini potenti fanno pure loro i piriti. Fosse che il vero simbolo dell'uguaglianza è 'na loffa? Ebbene sì, mi rispondo. Scorreggiano i ricchi e i poveri, i Dik Dik e i Camaleonti, scorreggia il bello e il brutto, la monaca e la pornostar, il rosso, il nero, il bianco e il giallo. Secondo me scorreggia pure quell'atteggiato del 10 di Denari. Mi viene una riflessione. Per capire gli uomini non bisogna leggere nei loro occhi. Nemmeno ascoltare il loro cuore. Si deve annusare il mazzo.


1 commenti:
Mamma mia e che fieto!!!
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